Badìa

Alla scoperta del Territorio

Ogni birra Maltonauta racchiude una storia, un messaggio.

La nostra Belgian Ale si ispira alle birre d’abbazia ed il suo nome, BADìA (dal latino Abatìa, abbazia), è legato ad un particolare luogo del nostro territorio, la Badìa di Santa Maria delle Fosse di Giosafat di Paola, sulla costa tirrenica cosentina.

La storia

Sulle origini della Badìa, come su tanti luoghi di rilievo storico in Calabria, non si hanno notizie ben precise.

Le prime informazioni adeguatamente documentate risalgono all’anno 1115, quando il complesso monastico viene donato dai Normanni, che in quegli anni occupavano le nostre terre, ai monaci benedettini dell’Ordine di Giosafat, nato in Palestina con l’intento di soccorrere e curare i soldati durante le crociate. Ma la Badìa ha origini sicuramente più antiche: pare sia stato luogo di preghiera per i monaci bizantini dell’Ordine di San Basilio già nell’XI secolo e, ancor prima, luogo di ritrovo e romitaggio di monaci provenienti dalla Sicilia.

Successivamente, nel XIV secolo, la Badìa divenne Casa Madre ospitante l’Abate generale dell’Ordine, come furono in precedenza Gerusalemme e Messina. Da lì seguirono vicissitudini e passaggi di proprietà legati alla travagliata storia della nostra stessa Calabria: un lento declino che durò fino a giorni nostri.

Cuor di Leone

Tra le notizie documentate relative alla storia della Badìa, sicuramente la più affascinante è il passaggio del Re d’Inghilterra Riccardo I Cuor di Leone, della dinastia dei Plantageneti, il 19 settembre del 1190. Viaggiando a cavallo lungo la costa tirrenica, scortato ma in incognito, transitava dalla Badìa di Paola diretto a Messina, dove lo attendevano le flotte navali dirette in Terrasanta per la Terza Crociata. Il suo passaggio via terra pare fosse finalizzato a saggiare gli umori della popolazione locale e del Clero circa il nuovo Re di Sicilia, Tancredi, che teneva relegata a Corte a Palermo Giovanna d’Inghilterra, sorella di Riccardo ed ex Regina di Sicilia, per questioni di eredità e dotàrio.

L'antico borgo

Il sito monastico è formato da un piccolo borgo di una decina di abitazioni, protette dalle mura di cinta ed adiacenti ad una chiesa (la Badìa, appunto) molto sobria ed essenziale, in stile tardo-gotico. Una torre d’avvistamento monitora il lungo tratto di costa fino ad Amantea. Dalla torre è possibile ammirare sia il paesaggio costiero che il boscoso colle della Guardiola alle spalle della Badìa, nonché la compagna circostante che la rese uno dei luoghi più ricchi e rigogliosi della costa.

Di contro, come per la maggior parte dei complessi monastici calabresi, la Badìa fu oggetto di saccheggi e deturpamenti durante le varie guerre e conquiste che hanno segnano la storia della nostra terra.

La Badìa, oggi, è un luogo di ritrovo nelle occasioni religiose, ed offre uno scenario di straordinario fascino per eventi culturali e sagre di paese.

La fonte delle informazioni su riportate è la monografia storica ampiamente documentata ed illustrata “La Badìa di Santa Maria delle Fosse di Giosafat in territorio di Paola” di Romano Napolitano, ed. Progetto 2000.

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